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Denunce di colpa medica: solo 1 ogni 3 casi ha fondamento.

Pubblicato il: 26/10/2011

Dei casi di colpa medica, o di cosiddetta malasanità, che arrivano in giudizio, solo un terzo si conclude con un effettivo riconoscimento di colpa.

Lo dice Caterina Apostoliti, giudice della V sezione civile del Tribunale di Milano.

Il dato non sorprende, perché spesso alla base del risentimento di pazienti e parenti sta soltanto una cattiva comunicazione interumana.

Secondo me, un altro motivo di aumento delle denunce di colpa medica sta anche nella proliferazione di agenzie che infondono nell'opinione pubblica, a volte con messaggi pubblicitari poco etici e alcuni decisamente inopportuni e sgradevoli, la sensazione che in Italia la situazione ospedaliera sia disastrosa.

 

Una complicanza dopo un intervento chirurgico si può verificare anche se l'intervento sia stato effettuato alla perfezione; ultimamente, invece, si assiste alla tendenza di denunciare "tutte" le complicanze, come se la medicina fosse una scienza perfetta, mentre, in realtà, "è la meno perfetta delle scienze".

 

Ogni causa inutile è dispendiosa, soprattutto per il medico che la subisce, il quale, a sua volta, è poi spinto alla cosiddetta "medicina difensiva", ovvero a prescrivere esami su esami al solo scopo di tutelarsi le spalle; si genera così un circolo vizioso di aumento della spesa pubblica, il cui onere ricade su ciascun cittadino.

Infine, pensate anche all'impatto psicologico sul medico denunciato senza giustificato motivo; pensate anche all'aspetto "umano" di questo medico che, pur avendo fatto con coscienza il proprio dovere si vede denunciare ingiustamente.

 

Per questo, prima di decidere un passo così importante, come l'avvio di una pratica di colpa medica, è indispensabile rivolgersi a specialisti in medicina legale esperti, che si avvalgano, ogni volta che sia necessario, di altri specialisti clinici.

 

Leggi anche: cosa fare in caso di colpa medica?

Riferimenti:

Fonte: DottNet Merqurio 24.10.2011